Effective Governance Outlook

EGO N. 4/2016



Il numero 4 di Effective Governance Outlook (EGO) fa il punto sullo stato di diffusione di meccanismi volti ad assicurare l’ordinata successione degli amministratori esecutivi in caso di cessazione dalla carica, con particolare riferimento al contesto italiano delle società quotate, e al ruolo degli amministratori indipendenti in tale processo, mediante, in particolare, i comitati nomine.

Gli spunti di riflessione e le proposte formulate riguardano i seguenti aspetti:

  • si evidenzia, in generale, l’opportunità di giungere in tempi brevi a una maggiore consapevolezza dell’importanza dei piani di successione, costituendo essi un presidio per la stabilità gestionale degli emittenti nel medio-lungo periodo e uno strumento di valorizzazione dell’azienda;
  • si sottolinea il ruolo “chiave” nella definizione dei piani di successione che dovrebbe essere attribuito agli amministratori indipendenti, in quanto “super partes”.

In particolare, i primi due capitoli sono volti ad inquadrare i piani di successione e le resistenze che hanno contribuito a frenarne l’adozione.

Il capitolo 3 illustra i vantaggi conseguenti all’adozione di uno strutturato processo di successione delle figure apicali (tra cui la stabilità gestionale dell’impresa e il conseguente favor degli investitori) e le ragioni per cui tale pratica non deve essere temuta.

Il capitolo 4 fornisce una panoramica sull’adozione dei piani di successione in Italia, dove l’assenza di riferimenti normativi in materia è stata compensata dalla moral suasion promossa dalla Consob e dal Comitato per la Corporate Governance. Negli ultimi anni si registra una flebile maggiore diffusione dei piani, anche se dall’indagine condotta sull’intero listino emerge che solamente 20 società (su un campione di 228) hanno comunicato di averli adottati, mentre l’88% ha dichiarato di aver soltanto valutato la possibilità di adottarli in futuro. Diverso è il caso degli istituti di credito: nel 2014 Banca d’Italia ha introdotto l’obbligo per le banche di maggiori dimensioni di adottare appositi piani di successione per gli amministratori esecutivi.

Il contributo cerca poi di mettere in luce l’importante ruolo degli amministratori indipendenti che, in qualità di membri del comitato per le nomine, dovrebbero stimolare una cultura aziendale avversa ai rischi connessi alla perdita di personale chiave e propensa alla valorizzazione dei talenti interni e alla continuità gestionale nel medio-lungo periodo (capitolo 5).

Il capitolo 6 fornisce una breve comparazione con il resto d’Europa (in particolare, con la Gran Bretagna), dove, al pari dell’Italia, l’adozione dei piani di successione – pure stimolata soltanto dalla moral suasion e dai codici di governo societario – è piuttosto modesta.

Nel capitolo 7 il focus si sposta sugli Stati Uniti, Paese in cui, anche grazie alla forte influenza esercitata dagli investitori istituzionali, vi è maggiore consapevolezza sull’argomento e gran parte delle società quotate hanno pianificato la successione degli amministratori esecutivi.

Il capitolo 8, infine, prima delle considerazioni conclusive, introduce il punto di vista degli investitori istituzionali che, attraverso le voting policy, richiedono un’adeguata trasparenza sul tema.

EGO_Succession Planning Giugno 2016.pdf