L’informazione come strumento di tutela dell’investitore

Nedcommunity ha partecipato a Roma al convegno “L’informazione come strumento di tutela dell’investitore: il ruolo degli amministratori non esecutivi”, promosso insieme al Fondo Nazionale di Garanzia, all’Università Roma Tre e ad ABI. 

Le conclusioni sono state affidate al Presidente Marco Giorgino che nel suo intervento ha riflettuto sul cambio di prospettiva sull’asimmetria informativa e sul ruolo, essenziale, dei Ned che diventano il primo presidio della qualità dell’informazione che arriva agli investitori. Di seguito il suo pensiero: 

“L’idea da cui sono partito è semplice. Per decenni la risposta all’asimmetria informativa è stata più luce: prospetti, MiFID, KID, disclosure di sostenibilità. Oggi però l’asimmetria non nasce più dalla scarsità di informazioni, ma dalla loro sovrabbondanza. E un documento di cento pagine perfettamente conforme può proteggere meno di una sola pagina scritta con chiarezza. L’investitore non è tutelato da ciò che gli viene detto, ma da ciò che è messo in condizione di capire. 

Qui entra in gioco il consiglio di amministrazione: se il board non comprende, il mercato non potrà comprendere. L’amministratore non esecutivo è il primo presidio della qualità dell’informazione che arriva agli investitori, e il suo modo di stare in consiglio si può riassumere in tre verbi: chiedere, leggere con gli occhi dell’investitore, dubitare delle informazioni che rassicurano troppo. Perché questi principi non restino buoni propositi servono anche regole che li rendano possibili. È lo spirito delle osservazioni che Nedcommunity sta predisponendo per la consultazione del MEF sui correttivi della riforma del TUF: informazione consiliare completa e tempestiva come condizione del ragionevole affidamento, una nozione unitaria di indipendenza, un ruolo effettivo degli indipendenti nelle nuove funzioni di garanzia e nel dialogo con gli investitori.

E sulla tecnologia: si può delegare un calcolo, ma non si può delegare un giudizio. Einaudi scriveva ‘Conoscere per deliberare’. Oggi potremmo aggiungere un passo: comprendere per tutelare”.